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Santo
compatrono di Roma e molto popolare tra i romani, fu molto legato
alla famiglia Massimo e fu dietro suo consiglio che il Principe
Fabrizio Massimo, primo signore di Arsoli, acquistò il feudo,
sperando che potesse giovare alla salute del figlio, Paolo. Purtroppo
però, il 16 marzo del 1583, Paolo morì. San
Filippo accorse quando era ormai spirato e chiamandolo per nome lo riportò in
vita di fronte a tutte le persone al suo capezzale. Ma dopo essersi
confessato chiese al santo di morire per potersi ricongiungere
alla madre e alla sorella che lo avevano preceduto.
San Filippo Neri rimane una figura di grande rilievo per la famiglia
Massimo; da più di quattro secoli il 16 marzo di ogni anno
si ricorda il miracolo nella cappella di Palazzo Massimo alle Colonne
a Roma.
Nel castello di Arsoli si conservano ancora le stanze dove abitò il
santo, che si trovano a fianco della cappella. |